60 Commenti

  1. null
    Mony Elkaïm ci ha lasciati venerdì 20 novembre dopo una lunga malattia. Elkaïm è stato uno dei pionieri della Terapia Familiare. Ha creato a Bruxelles l’Istituto di Studi della Famiglia e dei Sistemi Umani con cui ha organizzato i primi grandi Congressi di Terapia Familiare in Europa. Uno dei Fondatori di EFTA, ha creato nel 1979 la prima rivista francofona di Terapia Familiare. Formatore straordinario ha supervisionato terapeuti in tutto il mondo. Con il testo “ Se mi ami , non amarmi“ ha proposto un suo modello offrendo utili suggerimenti ai terapeuti, per comprendere quanto accade all’interno del sistema terapeutico. Grazie Mony Elkaïm. Nelle foto la sua conduzione magistrale di un intervento con una simulata, durante il congresso EFTA a Napoli, nel 2019 con Luigi Cancrini.
    Il ricordo di Luigi Cancrini

    Rispondi
  2. L’IPRA si presenta e si racconta : gli allievi terapeuti del 2 anno di training ,il giorno 4 novembre alle ore 16.00 ,con la didatta Rita Latella incontreranno virtualmente , gli studenti del laboratorio di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Chieti con il prof. Mirco Fasolo.
    https://www.facebook.com/ipra.pescara

    Rispondi
  3. DIRE Newsletter del 28/10/2020
    “Dietro i disturbi d’apprendimento (Dsa) ci sono le emozioni, ma per un genitore e’ molto piu’ facile accettare che un figlio abbia una difficolta’ prestazionale piuttosto che emotiva. Le prestazioni, infatti, sono qualcosa di concreto, che non coinvolgono la famiglia. Le difficolta’ emotive, invece, fanno sentire il genitore coinvolto, colpevolizzato, responsabile e quindi e’ molto piu’ impegnativo per lui accettarle”. Francesco Montecchi, neuropsichiatra infantile.

    Leggi l’articolo

    Rispondi
  4. L’emergenza Covid19 si è rivelata e continua ad essere anche e soprattutto una emergenza psicologica. Sono tante le iniziative messe in campo dalla psicologia abruzzese per sostenere lavoratori e cittadini. L’I.P.R.A., il Centro clinico di specializzazione in Psicoterapia, ha attivato in questa fase, un servizio gratuito di ascolto e consulenza per la popolazione ed il personale sanitario. Il referente Valerio Canelli, psicologo e psicoterapeuta, ce ne parla in una intervista per la rubrica Psicologia viva.

    Video TV Web Ordine degli psicologi della Regione Abruzzo

    Rispondi
  5. Questo è il tempo della cura, non dell’odio. Luigi Cancrini

    La Repubblica, 29/03/2020

    Questo è il tempo della cura, non dell’odio. Un tempo di ascolto e di dolore condiviso che fa bene a tutti, anche ai miei pazienti che coltivano dentro di sé le più terribili delle fantasie

    Leggi l’articolo

    Rispondi
  6. Società italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (SIPPR)
    Cosa ci aspetta al congresso EFTA-SIPPR di Settembre 2019 a Napoli?
    Abbiamo preso il concetto di confini del cambiamento come tema principale del congresso.
    Terapeuti, medici e ricercatori hanno assistito a tutti i cambiamenti sociali avvenuti nel secolo scorso e soprattutto all’inizio del nuovo millennio, dunque qual è oggi il cuore del nostro lavoro, quali sono i confini del cambiamento in psicoterapia?
    Possiamo ancora pensare alla psicoterapia come alla scienza della parola?
    Oppure altri strumenti, altri confini, altri metodi dovranno essere prodotti o sperimentati?

    Rispondi
  7. A Maggio Lorna S. Benjamin sarà ospite di Dedalus per un workshop di tre giorni.

    A maggio Lorna S. Benjamin sarà ospite di Dedalus per un workshop di tre giorni.

    Rispondi
  8. Tentativi di restaurazione scientifici, etici e culturali.
    Diventa sempre più importante continuare ad imparare dalle storie dei nostri pazienti.

    […] la legge Basaglia abolì i manicomi e nacque il Servizio sanitario nazionale. Forse non è un caso che la sua crisi, il ritorno delle mutue private (anche in Italia) e il riorientamento scientifico avvengano proprio nello stesso periodo. […]

    Il ritorno oscuro dell’elettroshock – Andrea Capocci – il manifesto 03/02/2019. La scarica elettrica al cervello sembra una barbarie del passato. Invece divide ancora gli scienziati. È stato inventato 80 anni fa a Roma, da Ugo Cerletti e Lucio Bini come «metodo dell’annichilimento». Nell’ultimo numero del «British Medical Journal» la discussione in corso (Leggi l’articolo in .pdf)

    Rispondi
  9. Verità giuridica e verità psicologica: il caso di un abuso su minore.
    di Maddalena Cialdella
    La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2018 – IL SEMINARIO – pag 57- 71

    Leggi l’articolo

    Rispondi
  10. Geografie remote della pazzia (Il Manifesto, 16/01/19)
    Intervista. Parla Johanna Holmström, autrice del romanzo «L’isola delle anime» – che esce domani, per Neri Pozza – e che riporta alla luce le storie delle «malate incurabili» dell’ospedale psichiatrico di Själö, chiuso nel 1962 ma la cui vicenda è stata dimenticata fino al 2006. “Volevo entrare nei pensieri e personalità delle pazienti, come nessun diario medico né documento giudiziario avrebbe potuto fare”
    https://ilmanifesto.it/geografie-remote-della-pazzia/

    PDF

    Rispondi
  11. Quando la ricerca “allarga il contesto di osservazione”, le scoperte sono meravigliose.
    E se i “movimenti altrui”, simultaneamente osservati, fossero più di uno? Come si rivelerebbe “la struttura che connette”?

    Rispondi
    • Risentire la storia del processo di trasformazione della cura dei malati di mente in italia è emozionante e Cancrini da psichiatra cresciuto e formatosi in quel contesto culturale e sociale, ricco di stimoli e di democrazia. aiuta a capire il senso della psicoterapia. Rappresenta una scelta di vita in cui si mette al primo posto la relazione tra se e gli altri che, sofferenti come individui o sistema chiedono un aiuto che spesso temono. Una relazione ricca di contraddizioni e di paradossi che vive nel contesto storico sociale emotivo di quel periodo e di quel momento. Significa un impegno formativo prima di tutto con se stessi e poi con l’altro che si incontra non solo nella sua esteriorità corporea ma nella sua complessità di persona e di individuo inserito in una relazione in cui l’intrapsichico è terreno di sofferenza. L’uomo non è solo un corpo ma una mente e uno spirito. Curare solo un organo è semplicistico e irreale.

      Rispondi
  12. Adolescenza: un viaggio in bilico tra dipendenza e autonomia.

    Gabriella Monti, Angela Crapolicchio, Antonia D’Emilio, Sabrina Gabriele,
    Alessandra La Salandra, Michela Leone, Luana Mucedola.

    PREMESSA
    Il presente lavoro è frutto dell’esperienza clinica svolta, durante la fase di supervisione diretta, all’interno dell’Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese “Maria Grazia Cancrini” di Pescara.La riflessione è stata stimolata dall’esperienza terapeutica svolta con famiglie nelle quali il paziente designato era un adolescente di età compresa tra i 12 e i 16 anni. (Continua a leggere)
    Ecologia della mente n. 1/2018

    Rispondi
  13. L’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo e gli Istituti di Specializzazione in Psicoterapia ( Abilitati ai sensi del DM 11 dicembre 1998 n. 509) con sede formativa attualmente attiva nella Regione Abruzzo hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa con l’obiettivo generale di individuare e condividere azioni che possano promuovere e rafforzare la formazione post – universitaria di specializzazione nella nostra regione e, più in generale, promuovere la psicologia nella sua nuova veste di professione della salute.

    Scarica il protocollo sottoscritto tra l’ordine dell’Abruzzo e le scuole di specializzazione in psicoterapia

    Rispondi
  14. Seminario: “Dipendenze: droga, alcool, gioco d’azzardo e web” Sabato 7 luglio 2018 dalle ore 9:00 alle ore 14:00 c/o la Sede IPRA si affronterà il tema delle DIPENDENZE… Con questo Seminario la Dott.ssa Rita Latella insieme alla Dott.ssa Fabiola Quintili Di Ghionno offrirà un momento di riflessione sulle dipendenze comportamentali e da sostanze. All’interno della cornice epistemologica dell’approccio sistemico-relazionale viene proposto un breve excursus storico-descrittivo dalle prime ricerche in Italia sulle Tossicomanie al tempo attuale. Verranno presentati gli studi e le ricerche del Prof. Luigi Cancrini, uno dei maggiori esponenti sul tema delle Dipendenze, impegnato sin dagli anni Settanta, e la nostra esperienza nell’ambito delle dipendenze, attraverso nuove lenti di lettura del fenomeno della tossicomania, fornite dal pensiero e dagli insegnamenti della Dr.ssa Maria Grazia Cancrini.
    http://www.percorsisistemici.it/wp-content/uploads/2018/06/Seminario-Latella-2018.jpg

    Rispondi
  15. UN CAMMINO NELL’INSIEME III – Evento finale
    Pescara, 5/03/2018, alle ore 9.30 presso l’Auditorium “Leonardo Petruzzi”, sito a Pescara nel Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme n. 24.
    Scarica la locandina: http://www.ipra-mariagraziacancrini.com/wp-content/uploads/2018/03/Evento-finale-UN-CAMMINO-NELLINSIEME-III-26.02.18.jpg
    Gallery: http://www.ipra-mariagraziacancrini.com/evento-finale-un-cammino-nellinsieme-iii-26-02-18-gallery/
    Comunicato stampa: http://www.ipra-mariagraziacancrini.com/wp-content/uploads/2018/03/COMUNICATO-STAMPA_Evento-finale-UN-CAMMINO-NELLINSIEME-III-26.02.18.pdf

    Rispondi
  16. Pescara, 26 febbraio 2018 – Evento finale del Progetto:
    Percorso verso l’emancipazione della famiglia III

    Lunedì 26 febbraio alle ore 15.30 presso la sede operativa dell’Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus, sita a Pescara in Via Tavo n. 248, si svolgerà l’evento finale del Progetto: Percorso verso l’emancipazione della famiglia III.
    Durante l’evento verranno condivise le esperienze e le attività che hanno animato e si sono sviluppate nel corso del Progetto, finalizzato alla creazione di un approccio sperimentale sul tema del benessere familiare, correlato all’emancipazione dei genitori dai figli e al mutamento socio-culturale, che coinvolge la famiglia nella pianificazione del futuro dei figli più fragili.
    Il Progetto, promosso dall’Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus, in partnership con l’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese) Maria Grazia Cancrini e con la collaborazione professionale dell’Avvocata Angela Cipriani, grazie al cofinanziamento della Regione Abruzzo, ha avuto la finalità di dare risposta alla Programmazione del Piano regionale di interventi in favore della famiglia (L.R. 95/95), realizzando concrete esperienze, prove di crescita e di autonomia, che verranno illustrate tramite le relazioni delle professioniste.

    PROGRAMMA
    15.30 – Accoglienza dei partecipanti
    16.00 – Saluti delle Autorità:
    * Sig.ra Gianna Camplone, Presidente Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus
    * Dr.ssa Rita Latella, Presidente IPRA Maria Grazia Cancrini
    16.30 – Interventi:
    * Dr.ssa Raffaella Pia Papagno, Discussant
    * Dr.ssa Marcella Di Bernardo e Dr.ssa Vania Petruzzellis (Psicologhe Psicoterapeute IPRA), La giusta distanza
    * Avv.ta Angela Cipriani (Studio Legale e Tributario CD Pescara e Milano), L’importanza dell’Amministratore di Sostegno in prospettiva del Dopo di noi
    * Dr.ssa Maria Fanizzi (Psicologa DiversUguali), Progetti individualizzati per crescere in autonomia
    * Dr.ssa Agnese Bullaci (Psicologa DiversUguali), La banca della memoria, uno strumento prezioso

    Compilazione questionario di gradimento e chiusura dei lavori

    Per informazioni: 085.51098 ass.diversuguali@katamail.com

    Rispondi
  17. La notte stellata

    Il Suono d’Oro dei Bambini in Terapia: come sentire l’armonia nella Genitorialità e nelle Infanzie Felici.

    Dott.ssa Rita Latella: psicologa, psicoterapeuta, Specialista Ambulatoriale, Asl Pescara e Chieti, Didatta del Centro Studi Relazionale e Familiare, nella sede I.P.R.A. di Pescara.
    Dott. Christian Di Domizio: psicologo, Allievo Terapeuta del Centro Studi Relazionale e Familiare, nella sede I.P.R.A. di Pescara.

    http://www.lanottestellata.com/rubriche/suono-doro-dei-bambini-terapia-sentire-larmonia-nella-genitorialita-nelle-infanzie-felici/

    Rispondi
  18. Pescara, l’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus e l’IPRA Maria Grazia Cancrini insieme per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo
    PIANO REGIONALE DI INTERVENTI IN FAVORE DELLA FAMIGLIA – ANNO 2016
    PROGETTO: UN CAMMINO NELL’INSIEME III
    L’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus, Ente promotore, e l’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese) Maria Grazia Cancrini di Pescara collaborano al Progetto: Un cammino nell’insieme III, per migliorare e facilitare il rapporto genitori-figli in riferimento alle nuove tecnologie.
    A Pescara, presso la sede dell’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus, è stato attivato lo Sportello di informazioni e orientamento multilivello, per raccogliere le adesioni delle persone interessate a partecipare gratuitamente al servizio (L.R. 95/95).
    Successivamente, con la collaborazione dei professionisti esperti dell’Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese, si attiveranno i Gruppi di AutoMutuoAiuto, realizzando un sistema multidimensionale che lavorerà in modo sinergico a favore della condivisione e del sostegno delle famiglie, per affrontare con competenza le problematiche legate ai temi del cyberbullismo, unendo una maggiore conoscenza della rete tra gli adulti come possibilità di migliorare gli stili di vita collettivi.
    I Gruppi AMA per i genitori dei figli adolescenti e preadolescenti si riuniranno presso i locali dell’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus, in Via Italica n. 7 a Pescara.
    Gli adulti possono richiedere maggiori informazioni e iscriversi contattando l’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus:
    347.4704320 (dal lun. al ven. dalle ore 15.00 alle ore 16.00) info@domenicoallegrino.it
    Via Alento 103 – Pescara

    Rispondi
  19. Silvia Mazzoni

    “Io sono contraria all’esaltazione dei metodi riabilitativi per l’autismo, perche’ stanno bloccando la possibilita’ di riconoscere la validita’ dei trattamenti psicoterapeutici che devono obbligatoriamente interagire con quelli riabilitativi”
    Leggi tutto (dire.it)

    Rispondi
  20. Esperienze, prove di crescita e di autonomia
    Evento finale del Progetto: Percorso verso l’emancipazione della famiglia II

    Lunedì 4 settembre alle ore 15.30 presso la sede operativa dell’Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus, sita a Pescara in Via Tavo n. 248, si svolgerà il Convegno: Emancipazione dalla famiglia: esperienze, prove di crescita e di autonomia.
    Durante il Convegno verranno condivise le esperienze e le attività che hanno animato e si sono sviluppate nel corso del Progetto: Percorso verso l’emancipazione della famiglia II, finalizzato alla creazione di un approccio sperimentale sul tema del benessere familiare, correlato all’emancipazione dei genitori dai figli e al mutamento socio-culturale, che coinvolge la famiglia nella pianificazione del futuro dei figli più fragili.
    Il Progetto, promosso dall’Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus, in partnership con l’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese) Maria Grazia Cancrini e con le collaborazioni professionali della Giurista Daniela Piglia e dell’Avvocato Angela Cipriani, grazie al cofinanziamento della Regione Abruzzo, ha avuto la finalità di dare risposta alla Programmazione del Piano regionale di interventi in favore della famiglia (L.R. 95/95), realizzando concrete esperienze, prove di crescita e di autonomia, che verranno illustrate sia tramite le relazioni delle professioniste che tramite le testimonianze dirette dei partecipanti (genitori e figli).

    PROGRAMMA
    15.30 – Accoglienza dei partecipanti
    16.00 – Saluti delle Autorità:
    * Dr.ssa Marinella Sclocco, Assessore Regionale con Funzione alle Politiche Sociali
    * Sig.ra Gianna Camplone, Presidente Associazione DiversUguali Famiglie Disabili Onlus
    * Dr.ssa Rita Latella, Presidente IPRA Maria Grazia Cancrini
    16.30 – Interventi:
    * Dr.ssa Raffaella Pia Papagno, Discussant
    * Dr.ssa Daniela Piglia (Giurista esperta in tutela dei diritti delle persone fragili), Durante noi per il dopo di Noi – Aspetti giuridici del progetto di vita autonoma
    * Dr.ssa Marcella Di Bernardo e Dr.ssa Vania Petruzzellis (Psicologhe Psicoterapeute IPRA), Dall’amare in presenza, all’amare in assenza
    * Dr.ssa Maria Fanizzi (Psicologa DiversUguali), Progetti individualizzati per crescere in autonomia
    * Sig. Camerlengo Francesco, Riflessioni e pensieri di un genitore
    Racconti delle esperienze dirette
    Compilazione questionario di gradimento e chiusura dei lavori

    Per informazioni: 085.51098 ass.diversuguali@katamail.com

    Rispondi
  21. Pescara, Incontri di Ben-essere Psico-corporeo gratuiti
    Proseguono le attività del Progetto “Un cammino nell’insieme II” (L.R. 95/95) dell’ Associazione “Domenico Allegrino” Onlus in partnership con l’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese) Maria Grazia Cancrini e con la partecipazione dell’Associazione “DiversUguali” Onlus.
    Sono in avvio: INCONTRI DI BEN-ESSERE PSICO-CORPOREO
    Anche quando l’utilizzo eccessivo delle tecnologie prende il sopravvento sulla vita di tutti i giorni, abbiamo una valida possibilità per ritrovare l’equilibrio del nostro Sé.
    Gli incontri si svolgeranno presso la Pineta Dannunziana
    In caso di pioggia, gli incontri si terranno presso i locali dell’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus indicati dai referenti.
    Il benessere corporeo per migliorare la consapevolezza corporea e lo stato di equilibrio psico-fisico, come possibilità per recuperare la padronanza del proprio stato di benessere psico-fisico, per rilassare le tensioni, a cui tutti siamo soggetti, soprattutto in particolari situazioni della vita.
    Gli incontri gratuiti, saranno a cura della Dr.ssa Marilena Pompa, conduttrice di gruppi di esercizi bioenergetici ed esperta in tecniche di benessere e rilassamento.
    Per iscrizioni: 347 47 043 20
    info@domenicoallegrino.it
    Si consiglia di portare abbigliamento comodo ed eventualmente un tappetino e/o telo.

    Rispondi
  22. Pescara, attività di Parent Training gratuite.
    Social network: il rapporto genitori-figli nell’Era Digitale

    Proseguono le attività del Progetto “Un cammino nell’insieme II” (L.R. 95/95) dell’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus in partnership con l’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese) Maria Grazia Cancrini e con la partecipazione dell’Associazione “DiversUguali” Onlus.

    Sono in avvio: Attività di Parent Training sul tema…
    SOCIAL NETWORK: IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI NELL’ERA DIGITALE

    Si svolgeranno degli incontri informativi gratuiti, condotti dalla Psicologa Silvia Di Carlo, sulle tematiche relative al mondo digitale e alla comunicazione con i social network, la cui finalità sarà quella di informare sull’uso delle “nuove” tecnologie e sulle insidie che possono nascondere.

    Per iscrizioni: 347 47 043 20

    info@domenicoallegrino.it

    Rispondi
  23. Oggi, chiedere aiuto nel rapporto con i propri figli vuol dire anche affrontare problematiche nuove: l’uso sbagliato dei social, l’abuso di internet e il cyberbullismo. Per informazioni, chiama il numero 347.4704320

    Rispondi
  24. Regione Abruzzo: Piano famiglia – 2016
    Progetto: Percorsi di ben-essere ed empowerment per genitori e figli
    Si realizzerà uno spazio in cui trovare servizi di supporto di tipo sociale, psicologico, educativo, oltre a spazi di dialogo e confronto. Ai fini di una crescita equilibrata dei figli, in particolar modo preadolescenti e adolescenti, si vogliono sostenere le famiglie nel loro ruolo genitoriale, per uno sviluppo armonico ed equilibrato degli stessi.
    I destinatari principali degli interventi proposti sono proprio le famiglie e i giovani che già frequentano lo Sportello orientamento di Erga Omnes, gli utenti che afferiscono al segretariato sociale comunale e i contatti facilitati nelle scuole tramite il CSV della provincia di Chieti.
    Interventi per i figli, a cura di Abruzzo Mindfulness, attraverso l’applicazione delle tecniche tratte dal protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), per affrontare in modo costruttivo le forme di disagio, derivanti dalle difficoltà relative allo studio, alle relazioni familiari, alla gestione dell’ansia e delle emozioni.
    Interventi per i genitori, a cura dell’Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese (IPRA) Maria Grazia Cancrini, finalizzati a migliorare il rapporto e la comunicazione genitori e figli, ridurre i conflitti e migliorare le competenze genitoriali.
    SPORTELLO INFORMATIVO
    Via Monte Grappa, 176 – Chieti Scalo (località San Martino)
    Martedì: 16.00 – 19.00
    Mercoledì: 10.00 – 13.00
    telefono: 0871-450291
    e-mail: info@erga-omnes.eu

    Rispondi
  25. Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale

    Discorso introduttivo del Presidente Rossella Aurilio al Convegno.”Tutti pazzi per la relazione” il fascino di un modello che connette . Roma 2017
    Video (Facebook)

    Rispondi
  26. L’IPRA e Abruzzo Mindfulness, insieme al Csv Chieti e al Comune di Chieti, sono i partner del progetto, che rientra nell’ambito del Piano famiglia 2016 della Regione Abruzzo.
    Successivamente alle vacanze pasquali, verrà attivato lo Sportello informativo presso la sede dell’Associazione Erga Omnes, per raccogliere le iscrizioni alle attività per i genitori, che saranno curate della Dr.ssa Rita Latella (Psicologa, Psicoterapeuta e Presidente dell’IPRA) e dalla Dr.ssa Gabriella Monti (Psicologa, Psicoterapeuta e Vicepresidente dell’IPRA).
    Gli interventi per i genitori, saranno finalizzati a migliorare il rapporto e la comunicazione tra genitori e figli, ridurre i conflitti e migliorare le competenze genitoriali.

    Rispondi
  27. PRESENTAZIONE PROGETTO “PERCORSI DI BEN-ESSERE ED EMPOWERMENT PER GENITORI E FIGLI” – PIANO FAMIGLIA 2016

    Martedì 11 Aprile alle ore 16.00 presso la sede dell’associazione di volontariato Erga Omnes Onlus sita in via Monte Grappa n. 176 a Chieti Scalo (località San Martino) si effettuerà la presentazione del progetto “Percorsi di Ben-essere ed Empowerment per genitori e figli”.
    L’obiettivo del servizio, co-finanziato dalla Regione Abruzzo nell’ambito del Piano famiglia 2016 (L.R. 95/95), è quello di realizzare attività di supporto di tipo sociale, psicologico ed educativo, oltre che ad offrire spazi di dialogo e confronto. Si vogliono sostenere le famiglie nel ruolo genitoriale, per uno sviluppo armonico ed equilibrato degli stessi, ai fini di una crescita equilibrata dei figli, in particolar modo preadolescenti ed adolescenti.
    Interventi per i genitori: a cura dell’IPRA (Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese), si effettueranno incontri finalizati a migliorare il rapporto e la comunicazione tra genitori e figli, ridurre i conflitti e migliorare le competenze genitoriali
    Interventi per i figli: a cura di Abruzzo Mindfulness, si effettueranno incontri finalizzati a diminuire lo stress, la rabbia e l’aggressività e a migliorare la gestione delle emozioni e della comunicazione.
    Programma:
    Saluti introduttivi: Scarcella Maria Antonietta (Coordinatrice progetto), Simeone Carmine (Consulente comunicazione), Nuozzi Emilio (Progettista)
    Interventi a cura dei partner del progetto: Rita Latella (Psicologa, Psicoterapeuta, Presidentessa IPRA), Gabriella Monti (Psicologa, Psicoterapeuta, Vicepresidente IPRA), Alessandro Giannandrea (Psicologo, Psicoterapeuta, Responsabile Abruzzo Mindfulness)
    Domande e conclusioni
    Il servizio, realizzato anche in partnership con il Comune di Chieti e il CSV Chieti, sarà completamente gratuito per i partecipanti e verrà erogato presso la sede dall’associazione di volontariato Erga Omnes Onlus.

    http://www.ipra-mariagraziacancrini.com/wp-content/uploads/2017/04/Progetto-Piano-famiglia-2016.jpg

    Rispondi
  28. 30/31 Ottobre, 1 novembre 2016
    “Tutto trema negli ultimi mesi: dentro e fuori”, Arianna Razzani, Allieva Ipra, A.A. dal 2009 al 2014.

    Terremoto: una parola tanto usata nella clinica, terremoto emotivo, terremoto familiare…qualcosa
    che arriva dall’esterno rompendo e devastando tutti gli equilibri.
    Tutto trema negli ultimi mesi: dentro e fuori.
    E così arriva la mia prima esperienza di psicologo dell’emergenza. Il ponte dei morti si trasforma in
    un ponte in cui poter camminare tra emozioni , tra relazioni, tra i tanti colori che distinguono i
    soccorritori ed i tanti volti di quelle persone che chiamano “sfollati”.
    Preparo lo zaino col necessario, anche se tutto il necessario non c ‘è mai, qualcosa mancherà, porto
    con me una coperta ben piegata , quella che rappresenta la mia formazione sistemica, ma lì non sarò
    una terapeuta protetta nel suo studio, dovrò portare il mio cuore che sarà sicuramente uno strumento
    d’ascolto più ricettivo dell’orecchio, le mie fragilità e la consapevolezza di trovarmi alla prima
    esperienza.
    “Ci sono due tipi di intelligenza: una acquisita come fa lo scolaro che memorizza fatti e concetti
    dai libri, accumulando conoscenze dalle scienze. Con questa intelligenza ti elevi nel mondo,
    passeggi per i campi della conoscenza segnando sempre più cose sul tuo quaderno di appunti. C’è
    un altro tipo di quadernetto, uno già completo e custodito dentro di te . Quest’altra intelligenza non
    ingiallisce e non ristagna. È fluida., e il suo movimento non è da fuori a dentro attraverso le
    condutture di un sapere canalizzato. Questo secondo sapere è una fonte che da dentro va verso
    l’esterno” (Rumi “Due tipi di intelligenza”). Questo secondo tipo è sicuramente quello che mi guida
    nella mia esperienza e quello che colgo in alcuni dei colleghi incontrati, quelli dai quali apprendi
    molto, quelli dai quali ti senti davvero arricchita.
    Durante la telefonata che ricevo dall’associazione, vengo informata che partirò con M.R., cerco
    subito di individuarla nella mia memoria visiva , si…forse ho capito chi sia, alla prima riunione a cui
    ho partecipato ci siamo sfiorate con lo sguardo, sarà lei la mia compagna di bordo, assieme a lei
    camminerò su questo ponte. L’incontro è stabilito alla sede, lì ci aspetta la presidente che ci dà tutte
    le informazioni e le raccomandazioni, soprattutto ci dona un abbraccio, quello in cui una madre ti
    avvolge per darti sicurezza.
    Si parte per Porto Sant’Elpidio località sulla costa marchigiana. Un viaggio in cui guido e parlo
    come un fiume in piena, mi fido e mi affido alla mia compagna quasi come in un setting
    terapeutico, “ti apro una parte di me affinchè tu possa proteggermi qualora mi trovassi in difficoltà”.
    Il lavoro in équipe che, rappresenta l’identità del modello sistemico-relazionale, si palesava in
    questa situazione assumendo un punto di forza dato il contesto complesso in cui stavamo per
    salpare.
    Il dono dell’ascolto di M.R e la sua accoglienza mi danno da subito la certezza che siamo una
    “coppia terapeutica” con sfumature e tonalità in perfetta sintonia.
    La conferma arriva al nostro ritorno con un suo messaggio : “un incontro non si sceglie ma si
    prende come un destino e quando è avvenuto, è compiuto per sempre”(Dacia Maraini)
    Villaggio turistico H.: questa è la nostra destinazione, sembra davvero un paradosso: un luogo che
    contempla vacanze, mare, divertimento, ora ospita nei suoi tanti bungalow circa 500 persone ferite e
    frammentate nel profondo della loro anima.
    Le prime mani che stringiamo sono quelle dei nostri colleghi emiliani, con loro cominciamo la
    conoscenza e l’analisi del contesto, chiedendo informazioni ovunque, penna e blocchetto in mano
    affinchè non sfugga nulla , affinchè un numero o un nome possano rendersi utili in questi giorni.
    E’ notte, tutto il villaggio dorme, solo divise colorate in giro, compresa la nostra, per la prima volta
    mi sento addosso un’identità condivisa, quella pettorina gialla che nonostante il freddo sembra
    scaldarmi.
    Questa piccola équipe comincia a funzionare, a muovere i primi passi nel buio sperando di tracciare
    qualche piccola strada per il giorno successivo, ora siamo in quattro, dalle nostre differenze escono
    fuori tante informazioni “ quattro occhi vedono meglio di due , due modi dell’informazione sono
    meglio di uno”. (Bateson 1977).
    I momenti più importanti sono quelli attorno ai pasti, durante le lunghe file per la mensa, composti
    in fila indiana ognuno col suo zaino carico di macerie, cocci di una casa, cocci di una vita andati giù
    per sempre. Si incrociano sguardi, quasi a voler dare una carezza ad ognuno di loro, si parla con
    qualcuno che ti fa entrare nella sua ferita, è aperta e sanguina tanto, inutile cercare i cerotti giusti,
    non ci sono punti di sutura, ma solo la delicata accoglienza e condivisione. Ecco…sono proprio
    queste le modalità di relazione con cui approcciarti in questa prima fase, puoi solo ascoltare
    raccogliendo quei frammenti di parole impastati dal dolore, quel dolore che empaticamente diventa
    anche un po’ tuo sperando per un attimo che quella condivisione possa alleggerirlo almeno un po’.
    Sicuramente nella vita l’abbiamo sperimentato anche noi sulla nostra pelle che il dolore diviene
    molto più sopportabile quando è condiviso, faccia a faccia, con parole che hanno dietro di loro degli
    occhi molto espressivi.
    Sembrano tanti momenti della fase sociale(Haley 2010), quella fase iniziale con cui si accoglie una
    famiglia o un individuo nella stanza di terapia, tante fasi sociali: persone che entrano e velocemente
    escono,un susseguirsi rapido di cui ne restano tante impronte nella mia testa.
    Ci sediamo casualmente nei tavoli della mensa spezzando coi nostri colori della pettorina i loro di
    maglioni scuri e pesanti, noi :”possiamo sederci, è libero qui?” loro:”certamente prego”, sono loro
    ad accoglierci e a definire gli spazi, qualche famiglia ti sorride tracciando confini sottili oltre i quali
    non puoi andare, occhi fissi sul piatto lentamente consumato, quel pasto che non è più cucinato nel
    tepore della loro casa. Ecco un altra parola magica: rispetto. Rispettare i loro tempi, i loro spazi, le
    loro emozioni, noi siamo lì a loro completa disposizione, ma non si può peccare pensando di poter
    entrare nelle vite di tutti.
    Osservando da fuori alcuni momenti sembrano quasi vicini alla normalità, la quotidianità di un
    piccolo borgo in cui nel pomeriggio si approfitta dei tiepidi raggi del sole per sostare nella piazzetta
    del bar, le corse dei bimbi e le loro grida colmano di colore e calore intere generazioni di famiglie
    che la protezione civile ha umanamente sistemato nello stesso villaggio.
    Quanto questi eventi aprano ancor di più ferite già esistenti è un dato rilevato da molti psicologi
    presenti nelle varie strutture d’accoglienza con i quali ci si rapporta ogni giorno. Ci sarà davvero un
    grande lavoro da fare, soprattutto nel tempo che verrà, tanti operatori dovranno intervenire su quelle
    ferite detergendone i tessuti per favorire una buona e delicata cicatrizzazione.
    Questa breve ed intensa esperienza è stata vissuta attivando tutti i sensi, quasi un iperstimolazione
    sensoriale: occhi spalancati dinanzi a tutto, il cuore aperto e pronto ad accogliere parole e lacrime,
    orecchie che odono ogni rumore e ogni voce, si respira anche il mare lì, mi nutro di briciole di ogni
    esistenza che mi sfiora..
    Torno a casa piena e l’unico modo che ho per elaborare questa piena è scrivere e condividere.

    Rispondi
  29. “[… ] il fatto di pensare in termini di storie non fa degli esseri umani qualcosa di isolato e distinto dagli anemoni e dalle stelle di mare, dalle palme e dalle primule. Al contrario, se il mondo è connesso, se in ciò che dico ho sostanzialmente ragione, allora pensare in termini di storie deve essere comune a tutta la mente, a tutte le menti, siano esse le nostre o quelle delle foreste di sequoie e degli anemoni di mare.”
    G. Bateson, 1984, p. 34

    Rispondi
  30. Sempre più genitori affamati di tempo cercano ricette per soluzioni immediate: “pillole” per l’autostima, l’apprendimento, l’introversione, la sicurezza, la socializzazione e via dicendo.
    Le “psicologie dell’adattamento”, dominanti rispetto a tutte le altre, spezzettano l’individuo nel tentativo di ridurre le attività del cervello a semplici procedure di calcolo.
    La crisi non è mai vista come opportunità di crescita e i continui consigli pedagogici non lasciano spazio alla libertà di scelta delle persone tra varie alternative possibili. E’ quest’ultima una prospettiva completamente diversa rispetto alle sfide terapeutiche che abbiamo sempre cercato di ingaggiare.
    Fernando Zucconi

    Rispondi
  31. Rita Latella, Presidente dell’IPRA, alla Conferenza Territoriale del 9 novembre 2016 , presso la sala blu della Regione Abruzzo, a conclusione del Progetto ” Percorso verso l’ emancipazione della famiglia ” svolto dall’Ipra in partnership con l’ Associazione DiversUguali famiglie disabili . Ha partecipato l’ assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco .
    https://www.facebook.com/ipra.pescara/?fref=ts

    Rispondi
  32. DIRE.IT Newsletter Minori 28.10.2016

    Oltre 2 mln diagnosi, 1 bambino su 4 ha difficolta’ psicologiche? “Riflettiamo”
    Castelbianco (IdO): È emergenza educativa e scientifica
    (DIRE-Notiziario settimanale Minori) Roma, 28 ott. – “Portiamo riflessioni e ci battiamo contro il settarismo. Nel mondo della scuola abbiamo 1.350.000 bambini con difficolta’, a questi si vogliono aggiungere 900mila bambini con un’ipotizzata malattia mentale. Sono oltre 2 milioni di diagnosi che riguardano 1 bambino su 4. Possiamo affermare che esiste un’emergenza nel mondo educativo ed un’emergenza tra gli esperti. Questi dovrebbero rivedere le loro riflessioni e le loro modalita’ diagnostiche relative alla salute mentale dei bambini”. Ha aperto con questa riflessione Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), il XVII convegno nazionale a Roma.

    “Il nostro convegno vuole collegare diagnosi e terapia facendo della diagnosi il primo momento terapeutico e della terapia una continua revisione del processo diagnostico. Dobbiamo riapropriarci di quelle conoscenze che per troppo tempo sono state oscurate- afferma Castelbianco- e che ora sono dimostrate clinicamente dalle neuroscienze. In questo evento portiamo le proposte che nascono dalle esperienze cliniche e le riflessioni che tengono conto dello sviluppo dei bambini, dell’ambiente, dei disagi, delle diagnosi e dei disturbi”.

    Ben prima del convegno dell’IdO “Pier Aldo Rovatti, un filosofo della scienza, ha scritto: ‘È beffarda la categoria di ‘rischio’ precoce e prevenzione’. Adesso nella popolazione 0-10 anni abbiamo un altro problema- sottolinea lo psicoterapeuta- c’e’ una diagnosi psichiatrica della malattia mentale nel 15% dei casi.

    Parliamo di due milioni di diagnosi- ripete Castelbianco-, dobbiamo quindi pensare che un bambino su 4 stia male? Rovatti aveva immaginato questa situazione- ricorda il direttore dell’IdO-, aveva immaginato l’abbassamento delle soglie patologiche, parlando anche dell’esercito dei nuovi malati”. Accanto a lui c’e’ un altro studioso, Allen Frances, noto psichiatra americano, che ha parlato “di diagnosi prescrittive e poco rigorose. Ascoltiamoli- consiglia il direttore dell’IdO- perche’ come sottolinea Frances ‘una diagnosi mal fatta catapulta il paziente in un girone infernale di trattamenti dannosi'”.

    L’emergenza oggi, secondo Castelbianco, “e’ educativa. Ci troviamo di fronte al silenzio degli adulti. Gli adulti hanno rinunciato progressivamente ad educare. Ovviamente un bambino non educato mette in atto comportamenti inadeguati che sono poi considerati patologici. Stiamo arrivando cosi’ a circa 2 milioni di diagnosi di malattia mentale. E’ necessario separare i disturbi reali dai disagi determinati dalla societa’. Oggi non si fa piu’ l’anamnesi- denuncia lo psicoterapeuta-, a questi bambini non si chiede nulla della loro storia, si fa solo la fotografia del qui ed ora. Questa e’ la diagnosi? Il silenzio assordante di noi ‘esperti’ di fronte a diagnosi e terapie superficiali- conclude- attribuisce e conferma al solo bambino la responsabilita’ della sua diagnosi”.

    Rispondi
    • Sono assolutamente d’accordo… la conseguenza più grave è l’uso di terapie farmacologiche già nell’infanzia con esiti a livelli fisico e psichico sottaciuti ma dannosissimi.Inoltre i disturbi e i disagi si trattano come conseguenze di disturbi psicofisici intrinsechi allo sviluppo individuale e non come sintomi di difficoltà relazionali vissute o nel contesto sociale o o familiare e infine nei casi più sfortunati in ambedue.

      Rispondi
  33. Un atlante ironico di zoologia
    Rassegne. L’Atelier dell’Errore presenta i disegni dei ragazzi con disagio in una mostra a Londra, alla Moretti Fine Art, a cura della Collezione Maramotti

    Lorenza Pignatti
    LONDRA

    Il Manifesto EDIZIONE DEL 21.10.2016
    http://ilmanifesto.info/un-atlante-ironico-di-zoologia/

    Certi disegni colpiscono per la loro forza visionaria: lo sguardo cerca riferimenti che non trova perché si tratta di opere che eccedono classificazioni e facili interpretazioni. Sono i disegni realizzati all’interno dell’Atelier dell’Errore, laboratorio di arti visive iniziato dall’artista Luca Santiago Mora nel 2002 per ragazzi seguiti dalla Neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Reggio Emilia. In quattordici anni, l’Atelier ha permesso a bambini e adolescenti di incontrarsi e lavorare insieme per attuare un esperimento di «inclusione sociale» e di «terapia occupazionale» come ama definirla Santiago Mora. Bisogna seguire poche ma precise regole: non si può cancellare – perché l’errore è un valore – e vi è un unico soggetto su cui cimentarsi, gli animali. Un bestiario immaginifico le cui morfologie fantastiche accolgono i disagi di ragazzi che hanno ritardi più o meno gravi o che soffrono di autismo o dislessia. I disegni sono un’esperienza relazionale in cui si condividono saperi e intuizioni. ll valore di queste opere è quello di visualizzare e dar forma ai fantasmi e alle paure che «assediano» questi ragazzi. Gli animali diventano loro «protettori» e/o «vendicatori» verso un mondo in cui non si sentono accettati. Animali che, a loro volta, non erano riusciti a salire sull’Arca di Noe (come hanno dichiarato gli stessi ragazzi), ma hanno saputo adattarsi per sopravvivere in un ambiente ostile, oltre ad assumere nuove morfologie per nobilitare la sconfitta e inventarsi nuove identità.

    I titoli delle opere sono straordinari, spesso ironici e autobiografici, aggiungono contenuti alle immagini rubando un sorriso: Animale custode che mi protegge da chi mi chiama Brufolona e fenomeno da baraccone; Verme assassino che mangia tutti quelli che attraversano il mare.
    Dal 2013 l’Atelier ha sede anche a Bergamo e recentemente è nato l’Atelier dell’Errore Big, la cui sede è presso la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, ideato per i ragazzi che, pur avendo compiuto 18 anni e avendo già frequentato il laboratorio, desiderano proseguire l’attività. La Collezione Maramotti, oltre a sostenere l’Atelier ha curato la rassegna Uomini come cibo (lo scorso anno a Milano), e ora The Guardian Animals + other invisible beings alla Moretti Fine Art di Londra, galleria specializzata in arte antica. La mostra (fino al 2 novembre) raccoglie una nuova serie di disegni su fondo nero che propongono una rilettura, in chiave entomologica, della tradizione iconografica dei sette vizi capitali, e presenta il volume Atlante di zoologia profetica (Corraini). Il libro, a cura di Marco Belpoliti, assembla numerosi disegni e una serie di testi di scrittori, poeti, psicoanalisti, critici d’arte, che indagano il loro valore sia in termini estetici che terapeutici, perché la carica «eversiva» dei disegni va oltre la questione della disabilità o dell’Art Brut. La fascinazione tra l’ambito psicopatologico e quello artistico ha radici lontane, basti pensare ad artisti come Breton, Artaud e Dubuffet, quest’ultimo fondatore del museo svizzero dell’Art Brut, termine che riunisce in un’unica dizione le creazioni di artisti inconsapevoli, autodidatti, spesso mentalmente o socialmente emarginati.

    Rispondi
  34. “Basta credere che funzioni”
    Sarantis Thanopulos
    Il Manifesto, 27.02.2015

    C’è voluto del tempo perché una falsità evidente fosse dimostrata tale «scientificamente». Studi accurati smentiscono l’efficacia della Tcc (Terapia Cognitivo Comportamentale) nella cura del disagio psichico. La psicoanalisi, perfino nelle sue forme più schematizzate che la rendono «empiricamente» verificabile, funziona molto meglio.

    Psicoanalisi e Tcc seguono prospettive opposte. Per quanto la differenza tra la grande complessità della prima e la povertà concettuale della seconda scoraggi la possibilità di un confronto, si potrebbe, al prezzo di una forte semplificazione, usare come metro di paragone il loro rapporto con le contraddizioni dell’essere umano. Per la psicoanalisi le contraddizioni sono una qualità intrinseca della natura umana: è necessario mantenerle vive, cercando di liberare il loro potenziale trasformativo, per farne la forza motrice dell’esistenza. Per la Tcc, le contraddizioni derivano da convinzioni irrazionali, creano instabilità psichica e possono essere eliminate con uno sforzo logico, positivo di pensiero.

    Com’è stato possibile che una terapia riduttiva, centrata sul presente e sulla conformazione ai luoghi comuni del pensare, fatta di prescrizioni comportamentali e esercizi mentali improbabili, abbia potuto godere, e in parte gode ancora, di una credibilità diffusa? Le risposte non sono confortanti.

    In primo luogo, la Tcc, che promette un trattamento della sofferenza psichica in tempi brevi, è stata considerata dai governi intenti a tagliare il welfare più economica della psicoanalisi. La cultura dell’efficienza ha aggiunto ulteriore sostegno a una cura che sprona chi soffre, a non crogiolarsi nelle sue aporie esistenziali e tornare socialmente produttivo.

    In secondo luogo, gli esponenti delle «scienze naturali» reagiscono, in maggioranza, in modo autoritario alle incertezze epistemologiche che mettono, necessariamente, in discussione l’infallibilità «geometrica» delle loro concezioni: inseguono l’affermazione della superiorità dei loro metodi, fondati sul calcolo matematico, su ogni altra forma di sapere. Pretendono che ai desideri, alle emozioni, ai sentimenti, ai pensieri e più in generale all’immaginazione e alla creatività umana, venga applicata, come verità superiore, la «logica» delle particelle o della propagazione dell’eccitazione lungo i neuroni.
    La pretesa è di per sé assurda, ma solo pochi osano contestarla (tanto è forte la domanda di certezza con cui suppliamo al nostro disorientamento esistenziale). Quando la «verità» sulla natura umana si affida alle scansioni cerebrali, non è strano vedere ammantate di scientificità approssimazioni volgari, che sviliscono la complessità e la bellezza delle costruzioni teoriche delle scienze naturali. La colonizzazione dei territori altrui non fa bene ai colonizzatori.
    L’affermazione di uno scientismo ottuso nel campo della cura psichica, ha radici più profonde della presunzione di superiorità degli scienziati «puri e duri». Va incontro alla richiesta collettiva di un effetto «placebo»: l’investimento di un rimedio magico alle proprie difficoltà (quando si dispera di poterne venire a capo con l’impegno personale) che ha un valore «curativo» fuorviante.

    L’illusione di stare bene, mentre si continua a stare male, poggia su un oggetto rassicurante che deresponsabilizza il soggetto e porta la sua struttura psicocorporea all’immobilità. Si crea in questo modo un falso senso di stabilità, che ha un effetto calmante.

    Questo tipo di cura (non solo del dolore psichico), un adattamento al grigiore, è la mentalità dominante dei nostri giorni: basta credere che funzioni.

    Rispondi
  35. La fisica e la psicologia…
    […] L’autoreferenzialità vera e propria si ha quando questo nesso introduce un elemento di novità che genera a sua volta una risposta negli altri elementi del sistema tale da mantenerne la coerenza complessiva. In questo caso il sistema è sede di catene circolari di causalità nelle quali ogni componente fornisce alle altre un segnale dotato di significato, nel senso che contiene nuova informazione rispetto ai segnali che essa ha ricevuto.[…]
    Marcello Cini “Dialoghi di un cattivo maestro”
    http://www.tecalibri.info/C/CINI_dialoghi.htm#p011

    Rispondi
  36. Istituto Random, Roma, 24/01/15
    Workshop sull’esperienza degli
    Uditori di Voci che ormai da molti anni, grazie al Movimento Internazionale degli Utenti dei Servizi Psichiatrici, ha reimpostato questo problema così delicato e spesso drammatico partendo dall’ascolto di chi sente le voci .

    Il movimento degli Uditori di Voci nasce in Olanda e si è esteso poi in Inghilterra e successivamente negli USA e nel resto dell’Europa individuando strategie di fronteggia mento e di trasformazione “ridando voce” e potere alle persone che vivono problemi mentali e si scontrano con l’Istituzione psichiatrica .

    In Italia è stato inizialmente raccolto dall’AISME e poi si è diffuso poco a poco.

    Pensiamo che l’esperienza di udire le voci , che la psichiatria legge come sintomo psicotico e cerca di controllare con i farmaci , vada invece affrontato attraverso strategie che aiutino l’uditore di voci a riappropriarsi di questo “sintomo” , ricollocandolo all’interno della storia del paziente al fine di restituire un senso alle voci, senza più temerle , ma anzi trasformandole in una risorsa con cui si possa convivere.

    Questo percorso è qualcosa che appartiene interamente all’ottica sistemica che da sempre contestualizza il comportamento sintomatico all’interno della storia e della rete di relazioni significative per renderlo comprensibile.

    Anche il tema della depsichiatrizzazione e dell’empowerment è parte dell’approccio sistemico che vede il paziente , non a caso chiamato designato, non come malato ma come colui che esprime con il proprio comportamento sintomatico una sofferenza che riguarda il sistema di appartenenza , bloccato nel suo percorso evolutivo.

    Riappropriarsi delle “Voci” e trasformarle in una risorsa condivide con la nostra filosofia terapeutica l’obiettivo di restituire al paziente la sua storia e la sua dignità come persona che attraverso percorsi di empowerment e di recovery può riprendere in mano la propria vita .

    Penso che tutto questo possa interessare i nostri allievi e i terapeuti già formati che a volte incontrano queste situazioni nelle terapie familiari e di coppia . Con l’Associazione “ Rete Italiana Noi e le Voci” , che da tempo lavora per il pieno riconoscimento del sapere proprio degli “esperti per esperienza” , e quindi per la demedicalizzazione dell’esperienza delle Voci, e la valorizzazione dell’auto mutuo aiuto abbiamo potuto sperimentare insieme agli Utenti un itinerario di accettazione della propria differenza , di riconquista del controllo della loro vita , trasformando lo stigma in risorsa.

    http://www.istitutorandom.it/content/

    http://www.aisme.info/

    http://www.ipra-mariagraziacancrini.com/wp-content/uploads/2015/01/workshop_uditori_voci.pdf

    Rispondi

Rispondi a I.P.R.A. Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *